Luci e ombre

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l'anima è come il sole

Nella scrittura ho sempre cercato di dare una consistenza ai miei personaggi. Volevo che apparissero così reali da spiccare dalle pagine. Non so se sono mai riuscito nell’impresa, ma col tempo ho capito una cosa: tentare di scandagliare l’anima nel profondo, anche di un personaggio immaginario, è pura illusione. Perché, a dispetto del lavoro certosino che si possa fare a monte, resteranno sempre zone d’ombra a cui nemmeno l’autore saprà dare risposta.
Per racchiudere il concetto in due parole, potrei dire che:

L’anima è come il sole. Vanitosa, si lascia intravedere di riflesso. Ma se l’occhio non demorde lo acceca.

È così! Spesso ci si vorrebbe conoscere più a fondo. Tuttavia, dubito fortemente che una persona possa voler conoscere i suoi aspetti più tetri e perversi; svegliarsi un giorno e scoprire di essere capace di chissà quali misfatti, o rendersi conto di provare sentimenti ignobili, in netto contrasto con l’immagine che ha di sé.

Accade ogni giorno. Basti guardare i tanti fatti di cronaca. Gente, all’apparenza innocua, che dall’oggi al domani compie gesti folli e imprevedibili. Chi guarda da fuori resta stupito e si limita a dare un giudizio distaccato, nell’assurda convinzione di essere immune.

“Io non potrei mai fare una cosa del genere” si pensa. Ma è meglio rassegnarsi. Siamo simili agli iceberg, di cui si scruta a malapena la cima. E forse è meglio così, o chissà cosa si mostrerebbe ai nostri occhi. Potremmo scoprire di essere dei mostri.

È per questo che si scrivono storie. Per spingere lo sguardo un po’ più in là, oltre quel confine oscuro, ma senza il rischio di venire inghiottiti dalle fauci delle tenebre.

Prima lo leggi poi lo paghi… se ti va

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500 E-BOOK IN REGALO

 

Oggi ho deciso di fare un esperimento: “regalare” 500 copie ebook del mio romanzo L’ombra del castigo.

Perché ho scritto regalare tra virgolette?

Semplice. Come ho scritto sopra, si tratta di un esperimento e come tale avrà il fine di confermare o smentire determinate opinioni, stabilire se, e quanto, i lettori sanno essere onesti.

Sono convinto che un lettore possa ben immaginare il gran lavoro che c’è dietro la stesura di un romanzo e al tempo stesso sono consapevole che i libri hanno un costo, per cui comprare al buio non è semplice, specie quando non si conosce l’autore.

Pertanto il patto che ti propongo è questo: io ti invierò senza alcuna pretesa una copia del mio romanzo e tu, dopo averlo letto, dovrai fare una scelta, cioè se acquistarlo o meno.

A questo punto dovrai fare i conti solo con te stesso.

Se sei una persona onesta, e il libro ti sarà piaciuto, potrai andare su Amazon o su qualsiasi altro Store on-line e acquistare una copia del libro (poco più di un caffé), così da pagarmi per il mio lavoro. Sempre lì, potrai lasciare un commento, una breve recensione per dare le tue impressioni al riguardo (sono ben accetti anche pareri negativi, purché sinceri).

Spero di no, ma semmai per le tue tasche anche un caffé facesse la differenza, in quel caso sentiti a posto così. Il libro te lo regalo per davvero e di tutto cuore.

Per tutti gli altri, quelli che a pagare non ci pensano proprio, spero comunque che la lettura vi avrà appassionato e vorrete perlomeno recensire il libro in modo onesto.

 

Come partecipare?

 

1)

Puoi partecipare tramite Facebook, Twitter, Google+, Goodreads o aNobii.

– Da Facebook, condividi questo post sul tuo diario e tagga la mia pagina @LOMBRAdelCASTIGO o il mio profilo personale @Jol Oscar

– Da Twitter fai un retwitt e citami con @OscarLufuluabo

– Da Google+ fai più uno e menzionami con @Oscar Lufuluabo

– Da Goodreads o aNobii aggiungi il libro alla tua libreria

2)

Torna a questo articolo sul mio blog, scrivi “Fatto” nei commenti e specifica il formato che preferisci, epub o mobi. Ti invierò l’ebook all’indirizzo e-mail da cui hai scritto.

Poadcast – ascolta un estratto de L’ombra del castigo

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© Rosanna Lia

In questo poadcast potrai ascoltare un estratto de L’ombra del castigo.

Di sicuro non basterà a farti immergere nelle atmosfere del romanzo, ma sarà sufficiente a mostrarti un piccolo squarcio di vita del commissario Nardi. Qui lo troverai al di fuori delle vicende polizesche, solo in casa, a fare i conti con la propria coscienza.

Buon ascolto!

Leggere per comunicare, leggere per vivere

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La comunicazione, elemento essenziale di qualsivoglia società, è legata in modo imprescindibile al punto cardine su cui grava la sopravvivenza di ogni specie vivente: l’esigenza di interagire. Esigenza che si accentua e si evolve nella complessità della figura umana, che, evidentemente non appagata dal proprio linguaggio multiforme, continua a elaborare mezzi sempre più laboriosi e dalle sfaccettate interpretazioni, innalzando così l’asticella nel grado di difficoltà. Per quanto ogni campo creativo ben si presti a tali scopi, è innegabile che la forma scritta si ritagli un posto di prestigio tra le proprie cugine d’arte.

L’invenzione della scrittura rappresenta infatti l’elemento predominante, nell’evoluzione sociale, che ha permesso all’uomo di allargare i propri orizzonti, consentendo a nozioni e idee di propagarsi nello spazio e nel tempo. I libri sono sempre stati il mezzo di conservazione, e al contempo il veicolo, di tutta la conoscenza umana. E un libro, come ogni altro mezzo comunicativo, offre stadi interpretativi che variano in base a ciò che vuole trasmettere, del come, del grado di urgenza, ma soprattutto, del perché: fattore che influenza tutti quelli prima citati.

Benché tale principio trovi la stessa valenza nella persona che scrive quanto in colui che legge (perché, ricordiamolo, la scrittura non è un mezzo unidirezionale), mi limito per ora a fare una distinzione tra due tipologie di lettore: chi legge nella necessità di informarsi, per trovare soluzioni a determinate esigenze, e chi legge per il semplice piacere di farlo. L’appartenenza all’una o all’altra categoria è una pura variabile, determinata di volta in volta dal “perché”, dalle motivazioni che ci spingono a prendere un libro tra le mani. Come per ogni singolo gesto, l’obiettivo per cui si compie un’azione è ciò che determina il modo di approcciarsi e, nell’atto di leggere, le regole non cambiano. Se lo scopo è quello di apprendere, cercare informazioni specifiche, il metodo di lettura richiederà un’attenzione particolare, come la rilettura di determinati passaggi, un’analisi del contenuto, assimilazione e via dicendo; mentre laddove il fine è quello di soddisfare un piacere, l’approccio al testo diviene più superficiale e a prevalere sono creatività, empatia, e tutta la sfera emozionale. Pertanto, a seconda che ci si trovi nell’uno o nell’altro caso, andremo ad attivare differenti zone del cervello e unico elemento comune sarà l’interazione tra scrittore e lettore.

Forse agli occhi di molti la constatazione potrà apparire ovvia. Ma c’è da chiedersi: “Con chi si interagisce realmente? Tutto inizia e finisce nel semplice testo, limitando lo scambio tra chi scrive e chi legge?”

Personalmente ritengo che la questione non sia così scontata. Identificare nello scrittore colui che invia il messaggio e nel lettore il ricevente finale è un’abitudine, a mio avviso, limitativa, se non del tutto erronea. Leggere e scrivere sono due facce della stessa medaglia, due differenti modi di approcciare il testo scritto, dove a inviare e ricevere un messaggio sono entrambe le parti. In ambedue i casi ci si interfaccia con l’ambiente circostante e lo si confronta col proprio mondo interiore. Allo scambio tra due differenti individui, si aggiunge quindi lo scambio tra sé e sé (perché per assorbire un’idea, per quanto inconsciamente, occorre sempre scartarne un’altra, o quantomeno riformularla). Chi scrive assorbe nozioni dall’esterno, le elabora, e si rivolge infine a un pubblico immaginario, semplice riflesso del proprio io. E chi legge? Non è forse contaminato, tanto o poco che sia, da ideologie esterne che dovrà a suo turno elaborare e rendere proprie, per poi esternarle seguentemente sotto nuova forma? In fondo chi legge è chiamato a sua volta a scrivere una storia, disegnando con la propria immaginazione ambienti, personaggi e situazioni, anch’essi unici e irripetibili in quanto frutto dell’individualità.

Per quanto mi riguarda, mi piace pensare alla scrittura e alla lettura come una sola anima, un percorso spazio-temporale in cui si ritrovano gli uomini di ieri, di oggi e di domani, lungo il quale un messaggio si modifica e si evolve per dar vita al successivo. Ecco perché ritengo che la lettura non debba essere intesa come puro piacere personale, o mera necessità all’occorrenza, bensì come diritto, e ancor più dovere, di ognuno. Siamo tenuti a leggere perché l’esperienza di chi ci ha preceduti non vada perduta né ignorata e per far sì che un messaggio universale, di bisogno reciproco, prosegua il suo viaggio verso le generazioni future.

Certo si potrebbe obiettare che anche guardando un film, recandosi a una mostra d’arte, ascoltando musica, e via discorrendo, si ottempera a tale compito. Il che è verissimo. Tuttavia sarebbe come paragonare una partita di tennis a una nuotata in piscina. In ambedue i casi facciamo sport e alleniamo i muscoli del corpo, eppure, se nel primo ne attiviamo solo alcuni, nuotando li risvegliamo tutti.

Lo stesso avviene nella lettura, che proprio quale arte più povera, in quanto priva di ogni filtro sensoriale, ci costringe a dare il massimo per essere percepita. Si potrebbe dire che per essere vista e udita, annusata e assaporata e palpata, la lettura tragga spunto dalle regole filosofiche del buddismo (anzi l’inverso, visti gli albori di gran lunga più antichi), dove la privazione è alla base dell’illuminazione. Benché tale concetto sia rintracciabile anche nel cristianesimo, che contrappone la povertà materiale alla ricchezza spirituale, il riferimento al buddismo, e all’illuminazione, è cercato e voluto. Stando alle interpretazioni, in effetti, tale stato eccelso altro non sarebbe che la fusione della saggezza soggettiva con la realtà oggettiva, per il raggiungimento della piena comprensione del tutto. Paragonato con quanto sopraddetto, viene quindi da chiedersi se tale interconnessione, tra l’interiorità e la sua esteriorizzazione, non siano a conti fatti il fine ultimo della lettura.

Probabilmente non troveremo mai una risposta del tutto esaustiva a questa domanda e, chissà, forse è meglio così. In fondo è lì che risiede la magia di un libro. Perciò lasciamo all’arte il suo alone di mistero e continuiamo a goderci i suoi magnifici doni. Leggere basta e avanza. Riguardo al perché… Che ognuno dia la risposta che preferisce.

Una sfida per i lettori

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Sei un lettore con la L maiuscola?

Chissà… Magari sei uno di quelli che saprebbe rinunciare a una serata con gli amici, a una tanto attesa Prima tv, a un buon bicchiere di vino… e forse perfino alla Nutella… ma che dinanzi a un buon libro non riesce proprio a dire no.

Allora è sicuro che quando uno dei tuoi autori preferiti annuncia l’uscita di un nuovo libro, non ci sono scuse che tengano. Tu lo devi avere, costi quel che costi. Perché il legame che vi lega è un accordo sancito da tempo tra te che leggi e lui che scrive. Insomma, si tratta di soddisfare un desiderio, per cui non ragioni di testa, ma di pancia.

Eppure scommetto che anche tu, davanti a un autore sconosciuto, vivi gli stessi identici conflitti di tutti gli altri. Di colpo il lettore accanito che è in te si cala nei panni del più classico degli acquirenti. Così, ammesso che la copertina e la quarta di copertina ti siano congeniali, valuti il prodotto, leggi qualche pagina come chi sbircia dalla finestra. Ma mentre una parte di te spera di imbattersi in una buona storia, ce n’è un’altra, più inconscia, che va a caccia di un elemento dissonante, di un motivo per dire no, così da riporre il libro sullo scaffale.

Perché questo? Temi forse di spendere soldi a vuoto o di restare con l’amaro in bocca? O peggio ancora, di buttare via il tuo tempo? Tutti motivi validi e plausibili. Ma basta questo a influenzare la tua scelta? Non credo.

Io di solito spendo 2 o 3 euro al giorno in caffè e… anche se lo stomaco a volte si lamenta… non ci bado poi tanto. Però se mi capita di spendere anche un solo centesimo per un libro che non mi soddisfa, ci rimango male parecchio. Penso che la regola valga anche per te. Magari non sarai un caffeinomane, ma avrai di certo i tuoi vizi, qualche futile piacere, più o meno costoso, che non sei disposto a negarti.

Questo per dire che a far infuriare un lettore deluso, non sono poi i soldi buttati (tanti o pochi che siano), quanto ciò che rappresentano in quel preciso momento. E cioè una promessa disattesa. Quando decidi di dar fiducia a un autore di cui non hai mai letto nulla, è perché questo in qualche modo è riuscito a coinvolgerti, a convincerti che tra le pagine del suo libro potrai sognare e viaggiare di fantasia. E se ciò non avviene, quello che segue non è solo un brutto risveglio, ma qualcosa che ti scava dentro e lascia un vuoto. Un po’ come prenotare una settimana alle Maldive e sentirsi dire all’ultimo minuto che la prenotazione è saltata. L’agenzia di viaggi potrà restituirti i soldi, ma non ciò che hai perso. Un’aspettativa infranta non ha prezzo.

È dopo queste considerazioni che ho deciso di scrivere L’ultimo giro, una storia breve che puoi scaricare Gratis da qualsiasi Store online.

Sia chiaro. Non è un regalo, ma una sfida per entrambi.

Nessuno fa niente per niente e il mio scopo è che tu legga il mio romanzo, L’ombra del castigo. Voglio lasciarti libero di sbirciare nel mio mondo, di intravedere una favola al di là dell’orizzonte, ma solo per intrappolarti nella rete.

Te la senti di giocare questa partita?

Se accetti la sfida, scarica e leggi l’ebook gratuito. Forse scoprirai che non merito la tua attenzione e in quel caso potrai accantonare la lettura senza aver perso nulla. Ma se sarò stato abbastanza bravo da suscitare le tue emozioni, e sempre ammesso che il genere giallo-thriller rientri nelle tue corde, ricambia con un pizzico di fiducia. Prova a saltare il fosso della diffidenza e acquista L’ombra del castigo. Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle prossime uscite ed eventuali promozioni. Lascia un commento per farmi conoscere la tua opinione. E soprattutto… se ti rispecchi almeno in parte in quanto detto finora… condividi l’articolo e lancia anche tu la tua sfida.