La kryptonite uccide gli scrittori – il mio articolo su Libricity Group

Libri, Varie

Quanti libri ha scritto quel tale? Forse tre, cinque, una decina, ma cosa importa? Anche fossero trenta, non basterebbe questo a renderlo uno scrittore agli occhi dei lettori. Certo sarebbe uno che scrive libri, ma guai a chiamarlo scrittore, c’è il rischio che qualcuno storca il naso.

Scrittore: parola astrusa da prendere con le pinze. Al giorno d’oggi occorre notorietà per potersi fregiare di tale titolo. C’è poco da fare, a conti fatti, è la fama a fare la differenza tra uno scrittore (con la S maiuscola) e uno scribacchino, non certo ciò che si scrive né tanto meno come lo si fa.

Rassegnatevi amici “scrittori”, questa è la realtà nella quale viviamo e agli occhi di tanti e tanti lettori, siamo gente che arranca, siamo arrivisti e manipolatori, siamo quelli che dietro a una recensione positiva nascondono chissà quali loschi complotti. Siamo quelli che truccano le classifiche, perché… è chiaro come il sole… se qualcuno ha lasciato quattro o cinque stelle, dopo aver letto il nostro libro, qualcosa dietro ci deve essere per forza. Siamo un ammasso d’erbaccia cattiva, che va falciata dal prato per non contaminare la letteratura genuina che ci circonda. Siamo quelli che a fare gli scrittori ci provano, ma non ci riescono, perché per fare gli scrittori non si può essere gente comune, ma occorrono i super-poteri, e questo i lettori lo sanno bene.

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