Prima lo leggi poi lo paghi… se ti va

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500 E-BOOK IN REGALO

 

Oggi ho deciso di fare un esperimento: “regalare” 500 copie ebook del mio romanzo L’ombra del castigo.

Perché ho scritto regalare tra virgolette?

Semplice. Come ho scritto sopra, si tratta di un esperimento e come tale avrà il fine di confermare o smentire determinate opinioni, stabilire se, e quanto, i lettori sanno essere onesti.

Sono convinto che un lettore possa ben immaginare il gran lavoro che c’è dietro la stesura di un romanzo e al tempo stesso sono consapevole che i libri hanno un costo, per cui comprare al buio non è semplice, specie quando non si conosce l’autore.

Pertanto il patto che ti propongo è questo: io ti invierò senza alcuna pretesa una copia del mio romanzo e tu, dopo averlo letto, dovrai fare una scelta, cioè se acquistarlo o meno.

A questo punto dovrai fare i conti solo con te stesso.

Se sei una persona onesta, e il libro ti sarà piaciuto, potrai andare su Amazon o su qualsiasi altro Store on-line e acquistare una copia del libro (poco più di un caffé), così da pagarmi per il mio lavoro. Sempre lì, potrai lasciare un commento, una breve recensione per dare le tue impressioni al riguardo (sono ben accetti anche pareri negativi, purché sinceri).

Spero di no, ma semmai per le tue tasche anche un caffé facesse la differenza, in quel caso sentiti a posto così. Il libro te lo regalo per davvero e di tutto cuore.

Per tutti gli altri, quelli che a pagare non ci pensano proprio, spero comunque che la lettura vi avrà appassionato e vorrete perlomeno recensire il libro in modo onesto.

 

Come partecipare?

 

1)

Puoi partecipare tramite Facebook, Twitter, Google+, Goodreads o aNobii.

– Da Facebook, condividi questo post sul tuo diario e tagga la mia pagina @LOMBRAdelCASTIGO o il mio profilo personale @Jol Oscar

– Da Twitter fai un retwitt e citami con @OscarLufuluabo

– Da Google+ fai più uno e menzionami con @Oscar Lufuluabo

– Da Goodreads o aNobii aggiungi il libro alla tua libreria

2)

Torna a questo articolo sul mio blog, scrivi “Fatto” nei commenti e specifica il formato che preferisci, epub o mobi. Ti invierò l’ebook all’indirizzo e-mail da cui hai scritto.

La kryptonite uccide gli scrittori – il mio articolo su Libricity Group

Libri, Varie

Quanti libri ha scritto quel tale? Forse tre, cinque, una decina, ma cosa importa? Anche fossero trenta, non basterebbe questo a renderlo uno scrittore agli occhi dei lettori. Certo sarebbe uno che scrive libri, ma guai a chiamarlo scrittore, c’è il rischio che qualcuno storca il naso.

Scrittore: parola astrusa da prendere con le pinze. Al giorno d’oggi occorre notorietà per potersi fregiare di tale titolo. C’è poco da fare, a conti fatti, è la fama a fare la differenza tra uno scrittore (con la S maiuscola) e uno scribacchino, non certo ciò che si scrive né tanto meno come lo si fa.

Rassegnatevi amici “scrittori”, questa è la realtà nella quale viviamo e agli occhi di tanti e tanti lettori, siamo gente che arranca, siamo arrivisti e manipolatori, siamo quelli che dietro a una recensione positiva nascondono chissà quali loschi complotti. Siamo quelli che truccano le classifiche, perché… è chiaro come il sole… se qualcuno ha lasciato quattro o cinque stelle, dopo aver letto il nostro libro, qualcosa dietro ci deve essere per forza. Siamo un ammasso d’erbaccia cattiva, che va falciata dal prato per non contaminare la letteratura genuina che ci circonda. Siamo quelli che a fare gli scrittori ci provano, ma non ci riescono, perché per fare gli scrittori non si può essere gente comune, ma occorrono i super-poteri, e questo i lettori lo sanno bene.

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Poadcast – ascolta un estratto de L’ombra del castigo

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© Rosanna Lia

In questo poadcast potrai ascoltare un estratto de L’ombra del castigo.

Di sicuro non basterà a farti immergere nelle atmosfere del romanzo, ma sarà sufficiente a mostrarti un piccolo squarcio di vita del commissario Nardi. Qui lo troverai al di fuori delle vicende polizesche, solo in casa, a fare i conti con la propria coscienza.

Buon ascolto!

Leggere per comunicare, leggere per vivere – il mio articolo su Libricity Group

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La comunicazione, elemento essenziale di qualsivoglia società, è legata in modo imprescindibile al punto cardine su cui grava la sopravvivenza di ogni specie vivente: l’esigenza di interagire. Esigenza che si accentua e si evolve nella complessità della figura umana, che, evidentemente non appagata dal proprio linguaggio multiforme, continua a elaborare mezzi sempre più laboriosi e dalle sfaccettate interpretazioni, innalzando così l’asticella nel grado di difficoltà. Per quanto ogni campo creativo ben si presti a tali scopi, è innegabile che la forma scritta si ritagli un posto di prestigio tra le proprie cugine d’arte.

L’invenzione della scrittura rappresenta infatti l’elemento predominante, nell’evoluzione sociale, che ha permesso all’uomo di allargare i propri orizzonti, consentendo a nozioni e idee di propagarsi nello spazio e nel tempo. I libri sono sempre stati il mezzo di conservazione, e al contempo il veicolo, di tutta la conoscenza umana. E un libro, come ogni altro mezzo comunicativo, offre stadi interpretativi che variano in base a ciò che vuole trasmettere, del come, del grado di urgenza, ma soprattutto, del perché: fattore che influenza tutti quelli prima citati.

Benché tale principio trovi la stessa valenza nella persona che scrive quanto in colui che legge (perché, ricordiamolo, la scrittura non è un mezzo unidirezionale), mi limito per ora a fare una distinzione tra due tipologie di lettore: chi legge nella necessità di informarsi, per trovare soluzioni a determinate esigenze, e chi legge per il semplice piacere di farlo. L’appartenenza all’una o all’altra categoria è una pura variabile, determinata di volta in volta dal “perché”, dalle motivazioni che ci spingono a prendere un libro tra le mani. Come per ogni singolo gesto, l’obiettivo per cui si compie un’azione è ciò che determina il modo di approcciarsi e, nell’atto di leggere, le regole non cambiano. Se lo scopo è quello di apprendere, cercare informazioni specifiche, il metodo di lettura richiederà un’attenzione particolare, come la rilettura di determinati passaggi, un’analisi del contenuto, assimilazione e via dicendo; mentre laddove il fine è quello di soddisfare un piacere, l’approccio al testo diviene più superficiale e a prevalere sono creatività, empatia, e tutta la sfera emozionale. Pertanto, a seconda che ci si trovi nell’uno o nell’altro caso, andremo ad attivare differenti zone del cervello e unico elemento comune sarà l’interazione tra scrittore e lettore.

Forse agli occhi di molti la constatazione potrà apparire ovvia. Ma c’è da chiedersi: “Con chi si interagisce realmente? Tutto inizia e finisce nel semplice testo, limitando lo scambio tra chi scrive e chi legge?”

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L’ombra del castigo: in Top 100 – Bestseller Amazon

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Una settimana nella Top 100 di Amazon

Dopo continui sali e scendi, L’ombra del castigo ha finalemente varcato i cancelli della classifica Amazon, dove è rimasto per poco più di cinque giorni. Un grazie infinito a tutti i cari lettori che mi hanno sostenuto.

best 84

Una sfida per i lettori

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Sei un lettore con la L maiuscola?

Chissà… Magari sei uno di quelli che saprebbe rinunciare a una serata con gli amici, a una tanto attesa Prima tv, a un buon bicchiere di vino… e forse perfino alla Nutella… ma che dinanzi a un buon libro non riesce proprio a dire no.

Allora è sicuro che quando uno dei tuoi autori preferiti annuncia l’uscita di un nuovo libro, non ci sono scuse che tengano. Tu lo devi avere, costi quel che costi. Perché il legame che vi lega è un accordo sancito da tempo tra te che leggi e lui che scrive. Insomma, si tratta di soddisfare un desiderio, per cui non ragioni di testa, ma di pancia.

Eppure scommetto che anche tu, davanti a un autore sconosciuto, vivi gli stessi identici conflitti di tutti gli altri. Di colpo il lettore accanito che è in te si cala nei panni del più classico degli acquirenti. Così, ammesso che la copertina e la quarta di copertina ti siano congeniali, valuti il prodotto, leggi qualche pagina come chi sbircia dalla finestra. Ma mentre una parte di te spera di imbattersi in una buona storia, ce n’è un’altra, più inconscia, che va a caccia di un elemento dissonante, di un motivo per dire no, così da riporre il libro sullo scaffale.

Perché questo? Temi forse di spendere soldi a vuoto o di restare con l’amaro in bocca? O peggio ancora, di buttare via il tuo tempo? Tutti motivi validi e plausibili. Ma basta questo a influenzare la tua scelta? Non credo.

Io di solito spendo 2 o 3 euro al giorno in caffè e… anche se lo stomaco a volte si lamenta… non ci bado poi tanto. Però se mi capita di spendere anche un solo centesimo per un libro che non mi soddisfa, ci rimango male parecchio. Penso che la regola valga anche per te. Magari non sarai un caffeinomane, ma avrai di certo i tuoi vizi, qualche futile piacere, più o meno costoso, che non sei disposto a negarti.

Questo per dire che a far infuriare un lettore deluso, non sono poi i soldi buttati (tanti o pochi che siano), quanto ciò che rappresentano in quel preciso momento. E cioè una promessa disattesa. Quando decidi di dar fiducia a un autore di cui non hai mai letto nulla, è perché questo in qualche modo è riuscito a coinvolgerti, a convincerti che tra le pagine del suo libro potrai sognare e viaggiare di fantasia. E se ciò non avviene, quello che segue non è solo un brutto risveglio, ma qualcosa che ti scava dentro e lascia un vuoto. Un po’ come prenotare una settimana alle Maldive e sentirsi dire all’ultimo minuto che la prenotazione è saltata. L’agenzia di viaggi potrà restituirti i soldi, ma non ciò che hai perso. Un’aspettativa infranta non ha prezzo.

È dopo queste considerazioni che ho deciso di scrivere L’ultimo giro, una storia breve che puoi scaricare Gratis da qualsiasi Store online.

Sia chiaro. Non è un regalo, ma una sfida per entrambi.

Nessuno fa niente per niente e il mio scopo è che tu legga il mio romanzo, L’ombra del castigo. Voglio lasciarti libero di sbirciare nel mio mondo, di intravedere una favola al di là dell’orizzonte, ma solo per intrappolarti nella rete.

Te la senti di giocare questa partita?

Se accetti la sfida, scarica e leggi l’ebook gratuito. Forse scoprirai che non merito la tua attenzione e in quel caso potrai accantonare la lettura senza aver perso nulla. Ma se sarò stato abbastanza bravo da suscitare le tue emozioni, e sempre ammesso che il genere giallo-thriller rientri nelle tue corde, ricambia con un pizzico di fiducia. Prova a saltare il fosso della diffidenza e acquista L’ombra del castigo. Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle prossime uscite ed eventuali promozioni. Lascia un commento per farmi conoscere la tua opinione. E soprattutto… se ti rispecchi almeno in parte in quanto detto finora… condividi l’articolo e lancia anche tu la tua sfida.

Regalati un libro: è Natale

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Promozione valida fino al 31 dicembre.

Hai già finito di impacchettare regali per amici e parenti, ma pensi di aggiungere un libro sotto l’albero? Allora approfitta dell’offerta. Trovi L’ombra del castigo a soli 0,99 euro.

Buone feste!

 

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Acquista ora, o leggi l’anteprima gratuita

 

L’ultimo giro

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ultimo-giro-cover-okPronto per una nuova lettura?

Scarica GRATIS

 

Quella di Giorgio è una vita distrutta. Disoccupato da anni, privo ormai di ogni autostima, vive all’ombra della moglie, suo ultimo riferimento col mondo. Incolpare lei, per sfuggire ai rimpianti, è il solo modo di affrontare un’esistenza insignificante. Ma il dolore non si può ignorare per sempre. Spinto agli estremi, Giorgio dovrà presto guardarsi allo specchio e far fronte a eventi tragici dai quali non potrà più tornare indietro.

 

Una giornata più noiosa e inutile del solito. Come da anni a questa parte, Giorgio ha l’impressione che un altro pezzo di vita gli sia scivolato tra le dita. Appena rincasato si porta in bagno. Ha bisogno di sciacquare il volto per raschiare via l’amarezza di un’esistenza banale. Sta sudando, e a ogni goccia di sudore che ricade nel lavabo, mentre l’acqua gelida fende la pelle inaridita, i cattivi pensieri sembrano concedergli un attimo di tregua. Eppure quando solleva il viso, il vetro dello specchio gli restituisce un’immagine di sé che stenta a riconoscere. I suoi occhi scuri lo fissano imperscrutabili. Sopracciglia contratte, sotto forma di minaccia, scavano solchi profondi tra i seni frontali. Lo stress, in aggiunta, ha di recente scavato le guance, mettendo in risalto gli zigomi alti e conferendo alla bocca una strana piega. Sembra tagliare il viso in diagonale, con un’estremità che accenna un mezzo sorriso e l’altra che punta in basso crucciata, a disegnare una curva acuta. Un insieme di dettagli che lasciano trasparire un senso di sfida e provocazione. Lui resta lì a scrutarsi, a interrogare quegli occhi al di là dello specchio. Sembrano pretendere una qualche forma di risposta. Quale sia la domanda, però, è un incognita.

 

Scaricalo subito!

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Self Publishing Quality 2016 – Rispondono autori e professionisti del settore

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A solo pochi anni dalla sua comparsa, il Self Publishing ha rivoluzionato l’intero mondo dell’editoria tradizionale. Tuttora è un fenomeno in espansione, per molti versi controverso, di fronte al quale le stesse case editrici sembrano incapaci di far fronte e prendere posizione. Per analizzarne a fondo risvolti e retroscena, è stato indetto il Self Publishing Quality 2016.

2016

Il convegno, organizzato per incontrare autori e professionisti del settore coinvolti nelle dinamiche del caso, prende spunto dal lavoro di ricerca condotto per le tesi di laurea specialistica di Assunta D’Aquale e Margherita Melaria, che si occupano specificatamente delle tematiche relative al fenomeno del Self Publishing. Lo scopo è quello di comprendere cosa spinge gli scrittori, sia noti che emergenti, ad avvicinarsi al Self Publishing rinunciando in tal modo all’intermediazione delle case editrici.

Incontrare gli autori che hanno sperimentato questa modalità di pubblicazione è indispensabile per chiarire i motivi di una scelta non sempre “comoda”. Difatti, essa implica una serie di attività – dalla produzione alla promozione – che all’interno di una casa editrice sono affidate a differenti figure professionali. Nell’autopubblicazione invece, gli autori, oltre che a scrivere il proprio libro, devono occuparsi anche di capire come funziona, ad esempio sul piano tecnico, una certa piattaforma e quali attività intraprendere per incrementare la visibilità del proprio prodotto editoriale.

Ed è proprio dalla disintermediazione e dalla concentrazione di più figure, in quella unica dello scrittore, che emerge un’altra questione: attraverso quali parametri è possibile valutare la qualità di un testo auto-pubblicato? Su questo tema ascolteremo significative testimonianze.

L’obiettivo finale è anche quello di raccogliere materiale utile alla creazione di un documento, in cui evidenziare le ragioni per le quali il Self Publishing – seppur presenti ancora dei limiti su cui lavorare – sia un fenomeno che non si può ignorare, anche per le sue potenziali capacità di creare figure professionali, funzionali a offrire servizi di diverso tipo.

Un altro aspetto importante, riguarda la possibilità di rispondere con questo documento, in modo ragionato e con dati effettivi, alle varie critiche – spesso con basi deboli, perché argomentate sulla scarsa conoscenza del fenomeno – che circolano, soprattutto in rete, attorno al mondo del Self Publishing.

In questo modo, si ritiene che si possa contribuire non solo a rafforzare la cultura dell’auto-pubblicazione ma anche a conferirle credito e valore.

L’incontro avrà luogo Venerdì 17 giugno 2016 dalle ore 14:00 alle ore 19:00, presso i locali della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), a Roma, Piazza Augusto Imperatore, 4.

 

Partecipanti

 

Moderatrici

Assunta D’Aquale, blogger di Negli occhi del cuore e autrice.

Margherita Melara, blogger di Il Blog degli scrittori, giornalista e autrice.

 

Relatori

Riccardo Bruni, Giornalista e scrittore, candidato al Premio Strega 2016.

Fabio Brusa, autore emergente, selezionato per la vetrina di Extravergine d’autore;

Michel Franzoso, ingegnere, esperto di web marketing e autore. Fondatore di Extravergine d’autore;

Marco Frullanti, editore di Nativi Digitali (video intervento);

Carmen Laterza, editor, ghostwriter, coach per il Self Publishing e autrice (video intervento), selezionata per la vetrina di Extravergine d’autore;

Jacques Oscar Lufuluabo, autore, copywriter e studioso di scrittura creativa;

Andrea Micalone, autore e finalista del Premio Urania di Mondadori, selezionato per la vetrina di Extravergine d’autore;

Francesco Muratori, autore e Business Partner di BacktoWork24 (Gruppo 24 ore), esperto di Social Media e Digital Marketing.

Francesco Zampa, autore indipendente e fondatore del marchio Zipporo Direct Publishing.

 

Contatti

Sito web selfpq16.com

Facebook SELFPQ16

Twitter #SELFPQ16

Email spq16nuoveprospettive@gmail.com

“L’ombra del castigo” al Salone del Libro di Torino 2016. Una fantastica avventura

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Si è così conclusa la ventinovesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Dopo giorni trepidanti e faticosi, ho fatto rientro a Roma con un pizzico di malinconia e tanta soddisfazione. Mai avrei pensato che il mio libro sarebbe giunto fin lì, eppure è accaduto. Grazie all’associazione culturale Passione Lettura, che ha dato vita al progetto, ho visto un sogno farsi realtà. Scorgere la mia opera a confronto con i colossi dell’editoria è stata veramente una grande emozione, specie considerando l’ottimo risultato ottenuto a livello di copie vendute. Tuttavia il meglio di questa grande avventura riguarda i rapporti umani. Nulla a che fare con bilanci di vendita. L’argomento di questo articolo è infatti dedicato al filo invisibile che separa il lettore dallo scrittore. Spetta di solito alla fantasia, il compito di unire queste due figure. Ma può capitare che un libro vada oltre le aspettative, oltrepassi la funzione comunicativa inizialmente adibita e si faccia mezzo di interazione diretta. O almeno questa è stata la mia esperienza. Per capire meglio l’accaduto occorre forse fare qualche passo indietro, da dove tutto ha avuto inizio.

 

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LE ORIGINI

La scorsa estate navigavo per la rete senza sapere cosa andassi veramente cercando. Per caso e per fortuna mi sono imbattuto nel gruppo Facebook di Passione Lettura, capendo sin da subito di essere approdato nel posto giusto. Un mondo fatto non solo di scrittori e lettori, ma di persone interessanti e simpatiche. Per mesi ho partecipato alle tante iniziative proposte all’interno del gruppo. Opinioni letterarie, recensioni sincere e approfondite, suggerimenti da parte dei tantissimi lettori, mi hanno permesso di avere un confronto diretto e immediato con quanto di più svariato possa passare nella mente di chi legge. Ma la vera peculiarità, di questa comitiva baldanzosa, stava nell’affiatamento che teneva assieme tutti. Migliaia di persone sempre pronte a commentare dai temi più profondi della vita a quelli più futili e scherzosi. Tra discussioni genuine e battute pungenti, alterchi e battibecchi, ho avuto il piacere di scoprire a poco a poco le qualità di chi era al di là del monitor e con mio profondo stupore ho visto nascere tante amicizie virtuali.

Poco tempo dopo la mia adesione al gruppo, il progetto Passione Lettura diviene associazione culturale, proponendo servizi e iniziative interessanti per la promozione di autori esordienti. Prime avvisaglie di una fase di cambiamento, la cui conclusione coincide con l’inizio del 2016. A gennaio viene lanciata la proposta per un’eventuale partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino. Per affrontare i costi ingenti, si richiede l’adesione di almeno venti scrittori decisi a credere in un progetto improbabile. Benché l’idea sia un po’ folle, è inebriante. Il numero minimo viene presto raggiunto e anche superato, tuttavia si continua a vagare nell’incertezza. In effetti la modulistica del Salone prevede costi anticipati da parte degli espositori, ma dato l’ignoto numero di partecipanti, non c’è garanzia alcuna sull’accettazione della domande, quantomeno per le piccole realtà editoriali. Sappiamo bene che le probabilità di sentirci dire si, sono veramente esigue, ma noi siamo sognatori, vogliamo crederci. E con l’approssimarsi della primavera, ecco la tanto attesa risposta. Tra lo stupore di tutti i partecipanti, arriva la conferma. Una fantasia da visionari diviene reale di colpo e tutto cambia. In attesa della data di inizio si da quindi il via ai preparativi, si fa il conto alla rovescia, si attende con ansia. Insomma… L’avventura è iniziata.

IL VIAGGIO

Venerdì 13 maggio. Sono le otto di mattina quando esco di casa per recarmi in stazione. Col primo treno disponibile prevedo di trovarmi in aeroporto attorno alle nove. L’orario del volo è fissato per le undici e per una volta sono in netto anticipo sulla tabella di marcia. Così mi avvio in tutta calma, senza pensare che gli imprevisti esistono. A causa di problemi sulla tratta per Fiumicino, due corse vengono soppresse. La terza porta un ritardo di mezz’ora. E quando il treno ferma in stazione, le carrozze sono stracariche di gente. Si fatica a scendere e a salire. Bagagli impilati uno sull’altro. Persone ammassate tra loro. Pare di trovarsi in un carro bestiame. Alla fine però si arriva a destinazione.

Sono da poco passate le dodici quando metto piede a Caselle aeroporto. Ancora provato dall’esperienza della mattina, opto per il taxi. Poco dopo sono a Settimo Torinese, scotto da pagare per aver prenotato in ritardo. Torino difatti, per i giorni di fiera, era già off-limit. Non una camera disponibile. Ma sorvoliamo.

Faccio una doccia al volo. Metto qualcosa sotto i denti. Poi via di nuovo. Stavolta sul treno per Torino città. Quando arrivo al Lingotto sono ormai le quattro del pomeriggio e gran parte dei visitatori è già all’interno. La fila chilometrica del mattino si è dissolta. Basta poco per entrare.

Varcato l’ingresso vengo assalito da una strana sensazione. Mi chiedo chi troverò ad attendermi. Se gli amici virtuali degli ultimi mesi, per i quali ho già in testa un profilo ideale, saranno all’altezza delle mie aspettative. Chi avrà la meglio tra fantasia e realtà? La tensione è alta, ma la voglia di scoprire è più forte. Perciò sfilo senza esitare lungo i padiglioni sfarzosi dei grandi editori e, a dispetto dei tanti nomi altisonanti, a catturare l’occhio è la minuscola insegna di Passione Lettura. Con lo stand della Puglia di fronte e quello della Regione Lazio poco avanti, non tiene il confronto. Eppure dietro a quel bancone arrabattato c’è una vitalità che manca in buona parte del Salone. Al posto di addetti alla vendita, inservienti in giacca e cravatta, ci sono scrittori e lettori uniti da un legame speciale. Si ride, si scherza, compiaciuti di potersi finalmente scambiare un’occhiata, una stretta di mano.

Questo, a conti fatti, ha rappresentato per me il Salone del Libro. Trovare persone che non erano come immaginavo, ma di gran lunga migliori. Scoprire che a volte la realtà può sorprendere quanto la fantasia. Capire che i sogni non vanno lasciati andare. Ma soprattutto che non si può sognare da soli. Scrittore e lettore necessitano l’uno dell’altro. E in questa simbiosi, dare è importante quanto ricevere. In fondo, come disse una volta John Donne, nessun uomo è un’isola.