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“L’ombra del castigo” al Salone del Libro di Torino 2016. Una fantastica avventura

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Si è così conclusa la ventinovesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Dopo giorni trepidanti e faticosi, ho fatto rientro a Roma con un pizzico di malinconia e tanta soddisfazione. Mai avrei pensato che il mio libro sarebbe giunto fin lì, eppure è accaduto. Grazie all’associazione culturale Passione Lettura, che ha dato vita al progetto, ho visto un sogno farsi realtà. Scorgere la mia opera a confronto con i colossi dell’editoria è stata veramente una grande emozione, specie considerando l’ottimo risultato ottenuto a livello di copie vendute. Tuttavia il meglio di questa grande avventura riguarda i rapporti umani. Nulla a che fare con bilanci di vendita. L’argomento di questo articolo è infatti dedicato al filo invisibile che separa il lettore dallo scrittore. Spetta di solito alla fantasia, il compito di unire queste due figure. Ma può capitare che un libro vada oltre le aspettative, oltrepassi la funzione comunicativa inizialmente adibita e si faccia mezzo di interazione diretta. O almeno questa è stata la mia esperienza. Per capire meglio l’accaduto occorre forse fare qualche passo indietro, da dove tutto ha avuto inizio.

 

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LE ORIGINI

La scorsa estate navigavo per la rete senza sapere cosa andassi veramente cercando. Per caso e per fortuna mi sono imbattuto nel gruppo Facebook di Passione Lettura, capendo sin da subito di essere approdato nel posto giusto. Un mondo fatto non solo di scrittori e lettori, ma di persone interessanti e simpatiche. Per mesi ho partecipato alle tante iniziative proposte all’interno del gruppo. Opinioni letterarie, recensioni sincere e approfondite, suggerimenti da parte dei tantissimi lettori, mi hanno permesso di avere un confronto diretto e immediato con quanto di più svariato possa passare nella mente di chi legge. Ma la vera peculiarità, di questa comitiva baldanzosa, stava nell’affiatamento che teneva assieme tutti. Migliaia di persone sempre pronte a commentare dai temi più profondi della vita a quelli più futili e scherzosi. Tra discussioni genuine e battute pungenti, alterchi e battibecchi, ho avuto il piacere di scoprire a poco a poco le qualità di chi era al di là del monitor e con mio profondo stupore ho visto nascere tante amicizie virtuali.

Poco tempo dopo la mia adesione al gruppo, il progetto Passione Lettura diviene associazione culturale, proponendo servizi e iniziative interessanti per la promozione di autori esordienti. Prime avvisaglie di una fase di cambiamento, la cui conclusione coincide con l’inizio del 2016. A gennaio viene lanciata la proposta per un’eventuale partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino. Per affrontare i costi ingenti, si richiede l’adesione di almeno venti scrittori decisi a credere in un progetto improbabile. Benché l’idea sia un po’ folle, è inebriante. Il numero minimo viene presto raggiunto e anche superato, tuttavia si continua a vagare nell’incertezza. In effetti la modulistica del Salone prevede costi anticipati da parte degli espositori, ma dato l’ignoto numero di partecipanti, non c’è garanzia alcuna sull’accettazione della domande, quantomeno per le piccole realtà editoriali. Sappiamo bene che le probabilità di sentirci dire si, sono veramente esigue, ma noi siamo sognatori, vogliamo crederci. E con l’approssimarsi della primavera, ecco la tanto attesa risposta. Tra lo stupore di tutti i partecipanti, arriva la conferma. Una fantasia da visionari diviene reale di colpo e tutto cambia. In attesa della data di inizio si da quindi il via ai preparativi, si fa il conto alla rovescia, si attende con ansia. Insomma… L’avventura è iniziata.

IL VIAGGIO

Venerdì 13 maggio. Sono le otto di mattina quando esco di casa per recarmi in stazione. Col primo treno disponibile prevedo di trovarmi in aeroporto attorno alle nove. L’orario del volo è fissato per le undici e per una volta sono in netto anticipo sulla tabella di marcia. Così mi avvio in tutta calma, senza pensare che gli imprevisti esistono. A causa di problemi sulla tratta per Fiumicino, due corse vengono soppresse. La terza porta un ritardo di mezz’ora. E quando il treno ferma in stazione, le carrozze sono stracariche di gente. Si fatica a scendere e a salire. Bagagli impilati uno sull’altro. Persone ammassate tra loro. Pare di trovarsi in un carro bestiame. Alla fine però si arriva a destinazione.

Sono da poco passate le dodici quando metto piede a Caselle aeroporto. Ancora provato dall’esperienza della mattina, opto per il taxi. Poco dopo sono a Settimo Torinese, scotto da pagare per aver prenotato in ritardo. Torino difatti, per i giorni di fiera, era già off-limit. Non una camera disponibile. Ma sorvoliamo.

Faccio una doccia al volo. Metto qualcosa sotto i denti. Poi via di nuovo. Stavolta sul treno per Torino città. Quando arrivo al Lingotto sono ormai le quattro del pomeriggio e gran parte dei visitatori è già all’interno. La fila chilometrica del mattino si è dissolta. Basta poco per entrare.

Varcato l’ingresso vengo assalito da una strana sensazione. Mi chiedo chi troverò ad attendermi. Se gli amici virtuali degli ultimi mesi, per i quali ho già in testa un profilo ideale, saranno all’altezza delle mie aspettative. Chi avrà la meglio tra fantasia e realtà? La tensione è alta, ma la voglia di scoprire è più forte. Perciò sfilo senza esitare lungo i padiglioni sfarzosi dei grandi editori e, a dispetto dei tanti nomi altisonanti, a catturare l’occhio è la minuscola insegna di Passione Lettura. Con lo stand della Puglia di fronte e quello della Regione Lazio poco avanti, non tiene il confronto. Eppure dietro a quel bancone arrabattato c’è una vitalità che manca in buona parte del Salone. Al posto di addetti alla vendita, inservienti in giacca e cravatta, ci sono scrittori e lettori uniti da un legame speciale. Si ride, si scherza, compiaciuti di potersi finalmente scambiare un’occhiata, una stretta di mano.

Questo, a conti fatti, ha rappresentato per me il Salone del Libro. Trovare persone che non erano come immaginavo, ma di gran lunga migliori. Scoprire che a volte la realtà può sorprendere quanto la fantasia. Capire che i sogni non vanno lasciati andare. Ma soprattutto che non si può sognare da soli. Scrittore e lettore necessitano l’uno dell’altro. E in questa simbiosi, dare è importante quanto ricevere. In fondo, come disse una volta John Donne, nessun uomo è un’isola.

2 thoughts on ““L’ombra del castigo” al Salone del Libro di Torino 2016. Una fantastica avventura

  1. Grande emozione durante la lettura del tuo articolo.
    Tutto vero, esperienza meravigliosa che ha lasciato in ognuno di noi tanta nostalgia ma ha anche alimentato la nostra folle voglia di credere nei sogni.
    Grazie, Gio.

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